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The Amazing Bibliobus

Bibliobus

Eh lo so siamo un po’ scomparsi dalle scene del virtuale. Avremmo dovuto ogni tanto dare qualche segnale di vita, tipo un bip da elettrocardiogramma, e invece siamo stati sommersi dal vortice del LAVORO. Il lavoro, ragazzi, che ci volete fare. Il lavoro quello che ti inchioda alla scrivania e te dici: “ma io voglio fare l’artista”. Nulla sai. In ginocchioni sai. A sudare sai. A compilar moduli, a gestire il personale, sai.
Ci sono state grandi sparizioni nelle nostre vite. Kenshiro scompare e poi quando ritorna tutti rimangono basiti. Col mento quadrato: “Bada! O lui!” Anche Mattia prese la palla al balzo. Si Pascal proprio lui. Si levò dai tre passi e si cambiò pure il nome. Certo ci vuole coraggio a mettere accanto Ken e Adriano Meis. La realtà è che non siamo veramente spariti. Siamo solo rimasti zitti. Si perché a vostra quasi totale insaputa noi ci siamo infiltrati nei capillari della vostra vita e, quartiere per quartiere, ci siamo fatti largo a suon di inaugurazioni di Bibliobus. Sono state cinque giornate intense, fredde, musicali, allegre, pungenti, giocose, solatie, di buriana, di tagli di nastri, di fasti, di Oh! Ma non viene nessuno? Di Oh! ma quanta gente c’è? Di palloncini, di storie, di libri, di consigli portati dal vento, di verde pratino e grigio cemento, nell’intento leggero di leggere le geometrie dei percorsi snodati della biblioteca sulle ruote. In un freddo novembre che scuote le ossa, che bussa con tosse che vien dalla fossa polmonare, vi invitiamo a indagare in queste pagine gli orari del vostro Amazing Bibliobus di quartiere.

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